Operazione “Scripta Manent”: Aggiornamenti (01/10/16)

Proprio in questo momento veniamo a sapere del traferimento del compagno Danilo Cremonese dal carcere di Pescara al carcere di Terni. Per cui il nuovo indirizzo è:

Danilo Cremonese, Str. delle Campore, 32  –  05100 Terni TR

Il Tribunale del Riesame ha confermato l’arresto per tutti i compagni finiti nei lager italiani, il 6 settembre scorso, per l’operazione “Scripta Manent” partorita dalle menti depravate del magistrato torinese Roberto M. Sparagna.

Per il momento sappiamo solamente che alla compagna Anna Beniamino sono stati cancellati alcuni reati specifici dall’accusa, come Parma e Cofferati. Nei prossimi giorni, appena capiremo meglio, vi faremo sapere di più.

I compagni arrestati ci fanno sapere che questa innesima inchiesta sulla Federazione Anarchica Informale in Italia non parte dal lontano 2003, bensì va a pescare perfino, e addirittura, nell’inchiesta Marini.

Per il nuovo iscritto a “libro paga dello Stato” tutto fa brodo, pur di presentare quanto più materiale possibile che renda sempre più pesanti i faldoni di atti giudiziari nei confronti dei compagni arrestati e indagati. Ci si chiede sempre di più del perché non parta da Sante Caserio e Gaetano Bresci…

Invito i compagni a rompere l’isolamento che lo stato vuole imporre tra noi “liberi” ed i compagni detenuti.

Servono francobolli, giornali, libri e ci fanno sapere di tenerli costantemente aggiornati su tutto ciò che avviene fuori dai lager.

RadioAzione

Marco Camenisch: Aggiornamenti

Settembre 2016: Aggiornamento “discesa”

Il 1° settembre, come da aggiornamento del 26/06/2016, è iniziato il “lavoro estemo“ in zona Zurigo previsto per sei mesi.

Il mio recapito nuovo è: mc, c/o Kasama, Militärstrasse 87/A, CH-8004 Zürich

Per proteggere la mia (costruenda…) sfera privata e quella dell’ambiente sociopolitico a me più vicino, in seguito non pubblicherò più informazioni sul mio nuovo ambito di vita come per es. soggiorno, casa, posto di lavoro ecc., che ormai non dovrebbero neanche più essere di “pubblico interesse“. Ovviamente questo non vale per lx compas a me più vicinx ed altrettanto è ovvio che continueò ad informare sul percorso della mia “liberazione“ (a maggior ragione su eventuali, „rovesci“…).

Come in parte ho già informato la stampa solidale di movimento, in questa fase della mia “prigionia“ ho già un accesso abbastanza “libero“ all’informazione, alla rete ecc. Di conseguenza non sono più “legittimato“ a ricevere come finora la vostra stampa gratuita e solidale per prigionierx e vi prego di sospenderne l’invio.

Per questa espressione di solidarietà e in generale per tutta la vostra forte, consistentissima e continua solidarietà rivoluzionaria oltre le tendenze contro la repressione del dominio voglio esprimere ancora una volta il mio amorevole rispetto e la mia più profonda gratitudine.
Ovviamente cosciente del fatto che la solidarietà rivoluzionaria non si può praticare giammai in uno spirito da “prestazione-servitio“, vale a dire a senso unico e perciò, come prigioniero specificamente anarchico, spero che il mio contributo solidale oltre le tendenze e il mio rapporto solidale con la lotta rivoluzionaria bastava basta e basterà almeno un po’ allo spirito profondamente reciproco della solidarietà e dell’appartenenza rivoluzionaria.

Sempre resistendo, sempre contribuendo, sempre solidale (anche tacendo…:-) )

marco camenisch, inizio settembre 2016, Zurigo, CH

Italia: Le nostre parole e le nostre idee

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Sul processo del 28 settembre ad un compagno di Genova

Nel maggio del 2012 a Genova due compagni anarchici, armati di idee, coraggio e piombo, spararono all’Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare. Nello stesso mese uscì un mio articolo sul giornale anarchico “Invece”, dove facevo emergere la vera veste del carabiniere Pierpaolo Sinconi. Poco tempo dopo l’azione a Genova e l’uscita del mio scritto, fui fermato a Trieste dai carabinieri e portato in caserma, dove subii delle pressioni per le mie idee.

Io ho sempre collegato i due fatti per il semplice fatto che se degli uomini sparano o qualcuno definisce come giusta la violenza contro i propri oppressori, questo spaventa chi vuole difendere questa società basata sul danaro e sulla sopraffazione. Quel mio scritto mi vale ora, in primo grado, un anno e tre mesi di carcere con l’accusa di “istigazione alla violenza”. Un altro compagno, ha mosso una dura critica ad un testo dissociativo riguardo al fatto del maggio 2012, appoggiando l’azione avvenuta a Genova in quel giorno di sole e sottolineandone il valore in seno alle lotte tra sfruttati e sfruttatori.
Questo compagno subirà un processo simile al mio, ma con accuse più gravi. Altri compagni e compagne indagati per l’Operazione Shadow, altri a Palermo e a Udine, vengono indagati ed accusati di reati simili, riguardo a scritti sovversivi. Recentemente nelle carceri greche vengono fatte pressioni pesanti a compagni e compagne che continuano a scrivere testi che fomentano la rivolta e propagandano le idee anarchiche e la giustezza dell’utilizzo della violenza rivoluzionaria.
È evidente come, in giro per l’Europa, la tattica degli Stati sia di soffocare le idee sovversive a partire dalla loro divulgazione attraverso testi. Essere solidali con certe pratiche, appoggiarle e condividerne la giustezza è reato. Questa storia va avanti da oltre centocinquanta anni: spaventa parlare di queste cose, lo Stato sa che la nostra piccola minoranza è pericolosa e non deve espandersi tra le linee degli sfruttati. È necessario invece fare il possibile per portare le nostre idee nelle strade, con le azioni e le parole. In questi tempi grigi e confusi ecco che le nostre idee, che cercano di andare a fondo dei problemi sociali, quindi individuali, possono creare quell’apertura verso la Rivoluzione Sociale invece che verso la barbarie degli Stati tutti, occidentali o orientali che siano. Eppure il monopolio della violenza non appartiene a noi rivoluzionari, bensì agli Stati.
Se noi come minoranza ci organizziamo, e se gli sfruttati si organizzano in modo simile, se un individuo si arma e spara ai carabinieri davanti al Parlamento mentre cerca di eliminare dei politici, ecco che tutto questo deve essere represso, infangato e distorto o, meglio ancora, dimenticato. Non bisogna parlarne. Ma noi, noi anarchici, quando decidiamo di armarci, anche di parole feroci contro chi ci vuole sottomessi, siamo quelli che vogliono un mondo diverso, che le donne e gli uomini ed i loro rapporti non si basino sulla violenza e sul sopruso, ma su reciprocità, solidarietà, rispetto e tante altre cose. Purtroppo la violenza è un aspetto importante del nostro essere, non siamo pacifisti, non porgiamo ramoscelli d’ulivo a chi ci fa violenza, sappiamo che chi ora ha tutto non lo mollerà dopo una chiacchierata. Per chi ci governa il tavolo del dialogo è lo zucchero della sottomissione. A questo tavolo non ci sediamo e invitiamo tutti a non farlo, perché il lordume che c’è sulla superficie si è infiltrato molto a fondo. Noi, invece, proclamiamo come legittima l’autodifesa per riprenderci quello che ci spetta ed anche di più. L’autodifesa è allo stesso tempo anche l’attacco, una delle migliori sfaccettature dell’essere anarchici in quanto imprevedibile e nascosta nelle nostre menti che cospirano ogni giorno. Continue reading

Italia: Aggiornamenti sui compagni Anna Beniamino e Alfredo Cospito

Questi gli aggiornamenti che ci fanno sapere direttamente i compagni detenuti Anna Beniamino e Alfredo Cospito:

Per quanto riguarda Anna, ci fa sapere che è in isolamento (no tv), ha il divieto di incontro con altre prigioniere e visto censura sulla posta. La posta, ci fa sapere la stessa compagna,  gli arriva abbastanza velocemente.

Alfredo, invece, si trova in ancora in isolamento e non solo per la sua azione solidale con le CCF, per cui il tribunale interno del carcere non si è ancora pronunciato, ma anche per la nuova inchiesta “Scripta Manent”. Inoltre fa sapere che essendo in isolamento non ha nulla in cella come indirizzi, anche dei compagni arrestati per la Scripta Manent.

Invito i compagni ad inviare loro quante più notizie, giornali, e francobolli per rompere l’isolamento che al momento le patrie galere stanno imponendo fisicamente.

 

Valsavignone – [Toscana/Italia]: Bruciati due ripetitori della Wind/Ericson in solidarietà con i compagni arrestati

RadioAzione - chiarezza

Testo rivendicativo:

ll 13 settembre, in località Valsavignone, abbiamo burciato due antenne ripetitrici della Wind/Ericsson.
Una risposta minima alla recente incarcerazione dei/lle nostri/e compagni/e Anna, Vale, Alfredo, Nicola, Danilo, Daniele, Divo, Marco e Sandro.
Che ogni colpo inferto dal nemico sia un ritorno di fiamma inflitto al nemico: il suo volto è ovunque… beh, noi anche!
Che le nostre quotidianità, con o senza repressione, siano (anche) distruttive!
Che la solidarietà, una volta di più quando la repressione colpisce, sia (anche) attacco!!
Giuriam giuriam vendette, o Libertà o morte!

Fonte: Anarhija.info

Santiago [Cile]: Attacco alla chiesa dei carabinieri (19/09/2016)

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Mobilizzando la nostra forza antiautoritaria in azioni concrete di ostilità verso il potere, abbiamo attaccato la Chiesa Evangelica dei Carabinieri del Cile (situata nel centro di Santiago) con una bomba sonora. Per la nostra azione abbiamo scelto la notte del 19 settembre, la giornata in ci lo Stato cileno e le masse cittadine celebrano la “Festa della Patria”, rendendo onore alle Forze Armate e dell’Ordine.
La nostra azione è un segno di ripudio dell’atmosfera festiva di nazionalismo e alienazione, promossa dallo Stato e volontariamente accettata dalla maggioranza sociale funzionale al potere.
Inviamo la nostra solidarietà al compagno Juan Flores e alla compagna Nataly Casanova, a due anni dal loro arresto accusati di aver collocato degli ordigni esplosivi. Salutiamo anche i compagni Juan Aliste, Marcel Villarroel, Freddy Fuentevilla e la compagna Natalia Collado.

Che la solidarietà si trasformi in incendi e in esplosioni per i compagni Monica Caballero e Francisco Solar, per i compagni detenuti della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e la compagna Aggeliki Spyropoulou in Grecia, per i compagni Nicola Gai, Alfredo Cospito e compagni recentemente arrestati in Italia per attacchi della Federazione Anarchica Informale (FAI).

Contro la Chiesa, la Patria, la repressione e contro tutte le forme di controllo sulle nostre vite.
Il nostro rumore assordante è un urlo di libertà.

Grupo anarquico de herejes anti-patriotas (FAI/FRI)

Fonte: Anarhija.info

Genova [IT]: Testo del compagno anarchico Carlo

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Un saluto a
Nicola, Alfredo, Anna, Daniele, Marchetto, Sandrone, Danilo e Valentina
La Solidarietà che esprimo nei confronti degli arrestati è incondizionata.
Hanno arrestato dei miei fratelli e delle mie sorelle e per questo il mio cuore piange.
Non sarete mai soli !!!
Cari/e compagni/e vi sono vicino!!!

Qualche parola x chiarire la situazione sul processo che mi vede imputato per istigazione a commettere atti di terrorismo

Scrivo queste poche righe per spiegare la situazione a mio carico dinanzi a un procedimento che mi vede imputato per aver scritto un testo ( a chi non si dissocia) che attaccava aspramente chi si dissociò dall’ Azione (rivendicata in seguito da Alfredo e Nicola) che portò alla gambizzazione di Adinolfi.
Dopo vari rinvii, e varie chiamate ai/lle compagni/e a partecipare all’udienza (come molti ricorderanno) , il 28 Settembre si terrà questo fantomatico processo.
Evidentemente queste chiamate non hanno fatto piacere al p.m. o al giudice, probabilmente a entrambe, e così han deciso di farlo a porte chiuse, siccome è un rito abbreviato possono decidere di farlo.
Viene meno l’importanza della presenza dei/lle compagni/e e soprattutto viene meno la mia di presenza che non avrebbe più nessun senso. Continue reading

Carcere di Regina Coeli [Ro]: Comuinicato del compagno Daniele Cortelli

comunicati

“Tra queste quattro mura sempre più strette, coltivo il mio odio nei confronti del sistema”.

Se sei anarchico mettiti nell’ordine di idee, se non lo hai già fatto, che prima o poi il carcere potrebbe toccarti, e che sono diverse le strade che possono condurtici.

Se sei anarchico, per cominciare, devi stare attento a ciò che hai in casa: cose banali, di tutti i giorni o quasi, nelle perizie delle guardie diventano componenti di ordigni o esplosivi, una storia tra l’altro già vista di recente anche a Bologna, con un compagno finito in AS2 a Ferrara. Anche libri, opuscoli e scritti, il così detto “materiale cartaceo”, diventano prove di affiliazione ad organizzazioni terroristiche.

E poi ci sono i classici reati associativi, il 270 bis di solito, che permettono alle guardie di sbatterti dentro senza neanche prendersi la briga di fornire elementi “concreti”.

Insomma le strade sono tante, ma il motivo è uno: essere irriducibilmente schierati contro il potere.

Se dico questo non è certo per lagnarmi dell’iniquità della giustizia democratica, ma per sottolineare quanto sia facile per un anarchico finire in carcere, a prescindere da quanto uno sia cauto. La consapevolezza di questo rischio non deve spaventare, ma solo farci trovare pronti.

Così “Scripta Manent” non giunge certo inaspettata, ma è un attacco repressivo sul quale l’unico dubbio era “quando”, non certo il “se”. Un attacco del regime democratico contro chi, al suo interno, ancora rifiuta di sottomettersi ai valori ed alla morale del dominio, ponendosi non in un’ottica conciliante di dialogo e compromesso ma di scontro aperto col potere.

“Lo stato non è pensabile senza sovranità e schiavitù. Per lo Stato è necessario che nessuno abbia un’idea propria, se qualcuno l’avesse lo Stato dovrebbe escluderlo, se l’avessero tutti si perverrebbe alla sua abolizione”. Continue reading

Ercolano [Na]: “Gesta Manent” – Comunicato in solidarietà

RadioAzione freedom

[…] continueremo a fomentare la discussione, a gettare semi di disordine
dentro e fuori il solco del “movimento”…che questi semi germoglino
sovversione nella teppa e si incistino, velenosi, nelle carni degli ignavi.
Estate 2015, i redattori della Crocenera.

Il 6 settembre 2016 una manovra repressiva colpisce alcuni anarchici. Sette arresti e 30 perquisizioni in Piemonte, Lazio, Liguria, Sardegna, Emilia-Romagna e Campania.

Il provvedimento riguarda, tra gli altri, compagni già detenuti nel carcere di Ferrara: Alfredo e Nicola. Due individui che non hanno chinato il capo all’obbedienza, che non hanno porto l’altra guancia, che non hanno atteso ma hanno agito; uomini che si sono armati e hanno colpito il potere praticando l’azione diretta: la linfa vitale dell’Anarchismo. Essi hanno diffuso e rivendicato fieramente le loro pratiche regalando nuovi esempi alla storia incontenibile della ribellione.

Alessandro, Anna, Daniele, Emiliano, Marco, sono stati invece sottoposti ad arresto preventivo e sono in custodia cautelare con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo. Secondo le parole del gip Maurizio Caivano “andavano arrestati per evitare che potessero compiere ulteriori delitti della stessa specie, ovvero con finalità eversive.”

Mai nessuno riuscirà a dominare l’impetuoso turbine della rivolta, l’incontentabile fuoco che arde l’esistente in ogni momento. Non meravigliamoci se i porci del potere usano metodi forti contro individui ingovernabili; i loro strumenti di controllo mostrano l’efficacia dell’azione diretta distruttiva e forniscono energia utile a migliorare e continuare l’attacco, lungo le strade della guerra agli oppressori. Questo tipo di manovre repressive prova ad allargare le maglie del controllo per catturare “pesci” considerati grossi per poi stringerle attorno a “pesci piccoli” o più sfuggenti. I porci agiscono intercettando, tabulando, pedinando, infiltrandosi. La detenzione e la diffusione di materiale scritto, digitale o cartaceo, considerato terroristico, basta al nemico per incarcerare preventivamente qualsiasi individuo: la consapevolezza di ciò non causi vittimismo ma coraggio e destrezza utili ad aumentare azioni dirette e multiformi contro gli oppressori e i loro strumenti.

Invitiamo tutte le individualità ad entrare in azione contro il dominio. Progettare e ed effettuare attacchi e bruciare con la rivolta le montagne di carta della repressione e scrivere l’istante con la grafia delle fiamme.

Complici e solidali con chi contrasta e combatte le stregonerie del dominio.

Anarchici vesuviani

Parigi [Francia]: Scripta Manent, Volens Nolens

McBride Sovrapopolazione

Alcuni hanno l’abitudine, perche fieri e desueti, altri per burlarsi, di dire “non sono nemmeno l’uno per cento eppure esistono”. (Leo Ferrè)

Sull’aria ben conosciuta di un certo clown. Nella sezione AS2 del carcere di Ferrara ce n’è il cento per cento, essi esistono belli e buoni, gli anarchici… Lo stato italiano è specialista in materia, di operazione in operazione, dalla Marini ad Ardire, passando per Thor, Mangiafuoco e Cervantes, è con qualche variazione cosmetica e poetica che si mettono in moto le une dopo le altre: grandi “colpi” repressivi della Digos o dei ROS contro gli anarchici. Oggi il piatto del giorno è più poetico che mai. L’operazione Scripta manent (gli scritti rimangono) si è dispiegata sul territorio nazionale italiano la mattina del 6 settembre 2016 su ordine della procura di Torino, con arresti, e una trentina di perquisizioni inerenti agli attacchi rivendicati dalla FAI. Per il momento gli arrestati sono sparpagliati in più prigioni, potrebbero essere prossimamente raggruppati nell’AS2 di Ferrara gli uomini e a Rebibbia le donne.

Ci potremmo rassegnare a questo stato di cose: ogni piè sospinto, lo stato italiano aggiorna i propri archivi, tormenta, incarcera, fantastica di scenari assimilabili, più al cinema di spionaggio hollywoodiano tanto nei suoi metodi ridicoli quanto nei suoi scenari cospirazionisti (organizzazioni strutturate come delle imprese o dei proto-stati, con gerarchie, finanziamenti complessi e altre stupidaggini proprie dei giudici istruttori), che a una qualsiasi realtà di movimento anarchico antagonista e antiorganizzatore. Continue reading

Napoli, Trento e Rovereto [Italia]: Comunicati in solidarietà con i compagni arrestati [Op. Scripta Manent]

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Dal  Gruppo anarchico Louise Michel (Napoli):

Con queste poche righe vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai compagni arrestati e indagati per l’ennesima inchiesta partita dalla procura di Torino che stavolta prende il nome di “scripta manent”.

Un’inchiesta che persegue reati compiuti più di dieci anni fa. Attacchi, azioni dirette effettuate contro strutture del potere, quel potere che ci vorrebbe tutti automi, sottomessi a un unico volere, il suo. La società, nel preservare questo volere, reprime qualsiasi forma di dissenso senza andare troppo per il sottile. Chiunque non accetti o, peggio ancora, osi ribellarsi ne sperimenta sulla propria pelle le conseguenze, e di questo ne siamo consapevoli, lo abbiamo ben presente dal momento in cui cerchiamo di mettere in pratica il pensiero anarchico.

Quello che ci lascia interdetti è la quantità di tempo che gli inquirenti hanno impiegato per trovare gli elementi probanti da permettere l’arresto dei compagni. Sarebbe interessante sapere quali nuovi indizi sarebbero saltati fuori oggi, nel 2016, rispetto a delle azioni compiute nel 2003. Forse il tempo impiegato è stato quello necessario per trovare un mentecatto in cerca di gloria disposto a firmare le ordinanze di custodia?

Riteniamo importante non rimanere in silenzio, un silenzio che in un’epoca di forte pacificazione sociale e di estrema “politicizzazione” delle lotte (nel senso più squallido) sarebbe un’ulteriore facilitazione del lavoro che il potere compie quotidianamente per isolare e criminalizzare tutti coloro che non si piegano alle sue regole.

Il nostro abbraccio solidale va a tutti i compagni e le compagne rinchiusi nelle carceri di tutto il mondo.

Gruppo anarchico Louise Michel

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Da Trento e Rovereto:

“Uno spirito libero si levava, impavido, incurante della sofferenza che un qualsiasi bieco rappresentante del sistema avrebbe potuto infliggergli.”

Jack London

L’ennesima prova di forza dello Stato, che ci strappa otto compagni per rinchiuderli nelle sue segrete, nascondendoli al mondo mentre ne spettacolarizza su tv e giornali un’immagine costruita ad hoc, vorrebbe spezzare da un lato la loro determinazione e dall’altro l’iniziativa e la cospirazione anarchiche.

Davanti a ciò non possiamo che esprimere tutta la nostra solidarietà agli arrestati e agli indagati per l’operazione “scripta manent”, dimostrando a lor signori che anche questa volta falliranno nei loro intenti e che non hanno da dormire sonni tranquilli.

Libertà per Alfredo, Nicola, Anna, Marco, Danilo, Sandro, Valentina e Daniele.

Anarchici ed Anarchiche di Trento e Rovereto

Finimondo [sito web]: “Seditiones volant et manent”

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Un nuovo consulente si aggira nei corridoi della Procura e della Questura di Torino. Più scheletrico di Fassino, più nauseabondo di Borghezio, più decrepito di Matusalemme, si aggira in quelle sale proprio come un fantasma. Anche perché è un fantasma. Quand’era in vita lo chiamavano Caio Tito ed officiava al Senato romano. Era lui, si vocifera, l’autore del detto «Verba volant scripta manent». Solo che — contrariamente a quanto si pensa — l’antico senatore non intendeva affatto consigliare di lasciare traccia di pensieri che altrimenti rischiano di svanire nel vento, tutt’altro! Il suo era piuttosto un invito alla cautela, alla prudenza, rivolto agli onorevoli colleghi di misfatti. Le parole pronunciate si possono sempre smentire, quelle impresse no.

C’è da domandarsi quale sia il senso attribuito alle sue celebri parole dalla sbirraglia savoiarda, la quale le ha appena riprese per battezzare l’operazione — Scripta Manent — che ha portato all’arresto di alcuni anarchici accusati di far parte della Federazione Anarchica Informale, responsabile nel corso degli ultimi anni di una serie di azioni dirette. Forse che il senso è proprio quello più moderno entrato nell’uso comune, come se fino ad oggi tutte le mega-inchieste contro anarchici ritenuti a vario titolo coinvolti nella Federazione Anarchica Informale si fossero dimostrate fallimentari perché basate su chiacchiere effimere, mentre questa volta la Procura torinese avrebbe in mano prove inconfutabili? Continue reading

RadioAzione: “It comes as no surprise” [Operation “Scripta Manent”]

RadioAzione RIflessioni #

Versione in inglese del testo di RadioAzione “Niente di cui stupirsi” [Operazione “Scripta Manent”]:

As I had already written in a statement a few days ago about the operation “Scripta Manent” [“written words remain”], 32 comrades across the Italy were awakened by the dogs in uniforms at dawn of September 6.
The result of this new operation, ordered by Turin Prosecutor’s Office trough its inquisitor Roberto M. Sparagna, is 7 arrested and 15 under investigation. The eight comrade, editor of Croce Nera [Anarchist Black Cross], Daniele was arrested following the search when are founded the batteries and a handbook for electrician.

Apart from Alfredo and Nicola, already in Ferrara’s prison for the wounding of Roberto Adinolfi, the other arrested comrades are Alessandro, Marco, Danilo, Valentina and Anna.
The articles 270bis [association for purposes of terrorism], 280 bis [attacks for terrorist or subversive purposes] and 285 [threatening to commit a terrorist crime] are the sum of the alleged offences which started as far back as 2003 and are related to a series of attacks signed by “FAI-Federazione Anarchica Informale”, through the cells ““Narodnaja Volja”, “Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)” [Fire and Similar Craftwork Cooperative, occasionally spectacular], “FAI/RAT (Rivolta Anonima e Tremenda)” [Anonymous and Terrible Revolt], and the cell “Olga”. The comrades Alfredo and Nicola have assumed the responsibility for their participation in this cell and for the wounding of Adinolfi.
So, another investigation of Informal Anarchist Organization, another attempt to fishing in troubled waters just to ensure the salary which is going to fatten another Savonarola and his family in period between the investigation and the trial.

Am I surprised by just another operation?
Not at all!
If I swim in the ocean voluntary, I know very well that I will meet the sharks sooner or later. But, these sharks can be sure they can’t scare me in my accrossing…
I WILL NOT RETREAT!
Prosecutions, searches, investigations, prisons and trials don’t touch me at all. On the contrary, the more I feel you on my back the more I feel the rage… Continue reading

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